Abbiamo perso tutto, non sappiamo se e come ripartire

Vittorio Messina, presidente di Assoturismo: per la ripresa del settore ricettivo ci vorrà almeno un anno

Abbiamo perso tutto, adesso non sappiamo come ripartire e se vale la pena farlo, per due motivi.

Primo: le prenotazioni dall'estero, volano del comparto ricettivo nell'Isola e nel resto d'Italia, nei tré mesi estivi sono quasi a zero. Secondo: anche volendo, come facciamo a riaccendere ¡ motori se non sappiamo ancora quale protocollo sanitario adottare contro il contagio?».

 

A stagione primaverile ormai bruciata a causa del Coronavirus, Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo e di Confesercenti Sicilia, traccia cosi l'orizzonte del settore alberghiero, fra le drammatiche certezze e le incognite che ruotano attorno alla «Fase 2 e 3» dell'emergenza.

 

«Senza dimenticare l'altro pesante nodo che si prospetta per tutti gli imprenditori». Cioè? <·Nei decreti emanati durante la fase 1 è prevista la responsabilità civile e penale per gli eventuali contagi tra lavoratori dipendenti e ospiti. Bene, se per quella civile ci si può tutelare con un'assicurazione, per quella penale non c'è alcuna polizza e ciò espone gli albergatori a un rischio enorme, che scoraggerebbe qualunque attività imprenditoriale.

 

Attenzione, non sto dicendo che i gestori, se sbagliano, non debbano pagare, ma se eseguono pedissequamente le prescrizioni sanitarie- quando verranno stabilite- e si verificano comunque delle infezioni nella struttura ricettiva, che colpa gli si può imputare? Ma tant'è».

Per le linee guida sanitarie, allo studio del Comitato scientifico nazionale, non manca molto: le strutture siciliane sono pronte a rispettarle e riaprire? «Faremo in modo di accogliere la clientela mezz'ora dopo la pubblicazione dei protocolli, nella speranza che il governo nazionale stabilisca il tutto molto prima della data di riapertura e che non si ripeta il quadro aituale, con i ristoranti e altri esercizi che a pochi giorni dalla ripartenza, fissata il 18 maggio, non hanno ancora alcuna precisa regola sanitaria cui attenersi.

 

Non è solo un problema organizzativo; per gli albergatori, conoscere al più presto le misure di contenimento significa fare un bilancio di quanto spenderanno per l'adeguamento e capire se i costi valgono la stagione. Cioè, considerando le spese per i dipendenti e la quasi assenza di prenotazioni, se vale la pena aprire o meno».

 

Quali regole prevede? Se saranno troppo stringenti, scoraggeranno i clienti?

«Noi le misure le abbiamo già suggerite, in un protocollo firmato da Confesercenti, Confcommercio e Confindustria studiato da un esper to in materia. Si va della sanificazione costante delle stanze all'uso di mascherina nei luoghi comuni, dal gel disinfettanti per ospiti e personale al cambio di divisa per gli chef ad ogni tot ore.

 

È un corposo e dettagliato insieme di numerose regole, forse pesanti per i proprietari e i dipendenti delle strutture, molto meno per i clienti. Beninteso, il turismo è socialità, relazione, contatto fisico, però, se da una parte un protocollo sanitario può intralciare questo aspetto, dall'altro, visti i tempi, può rassicurare i viaggiatori». I gestori dell'Isola su cosa dovranno puntare per risalire la china? «Non vedo alternative: sui siciliani, perché anche se il governo regionale apre i confini a tutti e quello nazionale lefrontiere tra i Paesi, il flusso estero è ormai perso. Il guaio è che il turista siciliano non si sposta molto all'interno del territorio e spende meno rispetto agli stranieri.

 

Poi, sul fronte istituzionale, servirebbe una campagna pubblicitaria di qualità, con un testimonial d'eccezione che rappresenti l'immagine dell'Isola. Per risalire la china ci vorrà comunque almeno un anno». E sul fronte economico? «Il bonus turisti darà solo una lieve scossa, ma nei provvedimenti fin qui varati vedo poco e le bozze del decreto Rilancio non fanno ben sperare.

 

Bisogna almeno spostare la sospensione delle rate del mutuo fino al termine del piano di ammortamento, altrimenti le imprese si ritroveranno a dover pagare tutti gli arretrati già a fine anno». 

 

Stralcio da GIORNALE DI SICILIA