Assoturismo Bergamo: «Effetto Unesco». In un anno turismo cresciuto del 20%

L'effetto Unesco? Si sente, eccome. L'ingresso delle Mura nella lista dei beni patrimonio dell'umanità - avvenuto un anno fa, il 9 luglio scorso - ha avuto una ricaduta notevole sul turismo in città. Nel 2017 i pernottamenti sono aumentati del 20%, passando dai 600 mila del 2016 ai 720 mila dello scorso anno.

 

Nel solo periodo compreso tra maggio e agosto - rileva l'Osservatorio turistico provinciale - le presenze di turisti registrate in città sono state 242 mila, il 16% in più dell'anno prima. E 177 mila di queste persone arrivava dall'estero. Visitatori in aumento da Spagna (che supera la Germania in testa alla classifica). Nord Europa, Russia e Paesi dell'Est. In città crescono i posti letto, nel 2016 erano 4.500, l'anno dopo sono diventati 5.200. E il boom di strutture extra-alberghiere camere in affitto e bed and breakfast - è inarrestabile. 

 

Se poi si considera la presenza di un aeroporto internazionale, punto di riferimento europeo per i voli low cost, si comprende come i visitatori siano in costante crescita. Con una tendenza in atto nei mesi estivi; i turisti si fermano in media un paio di notti, visitano Città Alta e la Carrara, ne rimangono favorevolmente colpiti e poi ripartono verso la meta delle loro vacanze: città d'arte o località di mare. Così come si va affermando - continua Tomasoni il cosiddetto turismo "bleisure" (neologismo creato dalla contrazione delle parole "business" e "leisure", che indicai viaggiatori d'affari che approfittano della trasferta di lavoro per trascorrere qualche giorno di vacanza, ndr).

 

Chi viene a Bergamo per lavoro sceglie di fermarsi una notte in più per visitare la città. Siamo sulla buona strada ma dobbiamo ancora costruirci un'identità turistica forte e lavorare per migliorare i servizi, a iniziare dalla mobilità e dai taxi». «Incrementare la segnaletica e la comunicazione, queste le necessità prioritarie della città» sottolinea Cesare Rossi, responsabile dell'area turismo di Confesercenti. «I visitatori aumentano, il tasso di occupazione delle stanze è in crescita costante da cinque anni a questa parte e oggi Bergamo conta 23 alberghi e 530 strutture extra alberghiere tra camere in affitto, b&b e locande. Non sappiamo quanto questa crescita sia imputabile al riconoscimento Unesco, ma un fatto è certo: si sono aperti nuovi mercati, abbiamo visitatori più attenti alla cultura e le guide ce lo confermano. Anche l'attenzione mediática è cresciuta, siamo più presenti sul web e sui siti specializzati e accogliamo sempre più giornalisti e troupe televisive da tutto il mondo».

 

Tutti sul Campanone La visita in Città Alta è irrinunciabile per chi approda a Bergamo. E anche in centro storico le presenze nei luoghi della cultura sono diventate maggiori nell'ultimo anno. Lo dimostra l'affluenza nei sei luoghi e musei che fanno riferimento alla Fondazione Bergamo nella Storia (Campanone e Musei del Cinquecento, della Rocca e Donizettiano, solo per citare i più noti). Qui l'incremento dei visitatori è stato del 26% nel 2017,146 mila presenze contro le 110 mila del 2016. Con due picchi: in aprile gli ingressi sono cresciuti dell'80%, grazie alla riapertura della Rocca e all'istituzione del biglietto unico per Campanone e Palazzo del Podestà.

In dicembre l'altro boom, con il 51%inm più di biglietti venduti. «Dati su cui riflettere e che fanno ben sperare perii futuro - commentano dalla Fondazione - quando incrementeremo le iniziative al Palazzo del Podestà e al Museo del Cinquecento, al centro delle attività legate alla valorizzazione delle Mura». In Città Bassa il discorso non cambia. «In Accademia Carrara abbiamo la percezione che il brand Unesco abbia avuto ricadute positive, anche se negli ultimi due anni in pinacoteca l'afflusso di visitatori è rimasto costante - dice Gianpietro Bonaldi, responsabile operativo della Carrara stabilizzandosi sui 65 mila visitatori, cui quest'anno vanno aggiunti i 72 mila che hanno visto la mostra su Raffaello. Un trend più che positivo, che questa estate contiamo di in crementare con il biglietto unico per Gamec e Carrara».

 

L'«effetto Unesco» - avvertono gli esperti - non durerà in eterno. E va messo a frutto nei primi anni. Indirizzi arriveranno dallo studio in corso sui flussi turistici appaltato a Siti (l'Istituto superiore sui Sistemi territoriali per l'innovazione). «Dovremo lavorare sui trasporti, sull'accesso a Città Alta e sulla ricettività - riconosce Roberto Amaddeo, consigliere del Comune delegato al progetto Unesco -. Ci siamo già mossi, potenziando le corse degli autobus e della funicolare, ma dovremo fare di più, consapevoli del fatto che i carichi turistici nei siti Unesco sono forti - Zara e Sebenico ne sanno qualcosa - e impongono delle scelte». 

 

stralcio da Eco di Bergamo