Assoturismo Caserta: boom di B&B, ma non c'è promozione del territorio

Il grido d'allarme è lanciato da Emma Taricco, responsabile del settore turismo della Confesercenti di Caserta. L'analisi si muove dalla nascita di Bed & Breakfast e affittacamere, che negli ultimi tre anni sorgono sempre più facilmente, soprattutto nel centro storico. «In totale sono 57 le strutture di questo tipo, con opportuna licenza, di cui 48 B&B e affittacamere: di questi 31 sono Bed and Breakfast. Poi ci sono gli appartamenti per famiglia che in totale in città sono nove», spiega la referente della Confesercenti.

 

Per queste realtà, però, «non esiste un adeguato sostegno. Manca la politica e una reale e concreta sinergia, nonostante ci siano stati molti incontri tra noi operatori nel settore», continua Taricco. I periodi più proficui per questo tipo di strutture sono soprattutto i mesi di passaggio, vale a dire aprile e maggio, settembre e ottobre. L'estate «è fatta per altro tipo di vacanze e chi viene a Caserta fa solo una tappa di passaggio», dichiara ancora la responsabile del settore Turismo della Confesercenti casertana.

 

Tutto confermato dai titolari dei B&B cittadini: «quello di Caserta è turismo di una notte, specialmente per turisti che provengono dalla Puglia, dal Lazio e dalla Calabria. Oppure, può capitare che vengano qui per occasioni particolari come concorsi o impegni di lavoro». Tanti i fattori che non aiutano a far accrescere questo settore turistico.

 

Di fondo, «ciò che manca in questo territorio è la promozione e la comunicazione - spiega ancora Emma Taricco -. Caserta non è soltanto la Reggia. Ci sono tre siti Unesco e tantissimi luoghi da visitare per non parlare dei siti d'eccellenza enogastronomici riconosciuti da tutto il mondo».

 

In prima istanza, «c'è la mobilità che deve essere risolta e su cui la politica tanto può fare». Poi, «servirebbero più sicurezza e più controlli tra le strade. Si sono verificati episodi di persone che fanno i propri bisogni in mezzo alle strade anche nel primo pomeriggio e ciò è inaudito», spiega la referente.

 

Non in ultimo, la questione della sinergia tra più settori turistici. «Si potrebbero fare tante cose. Anche dei percorsi. In provincia ci sarebbero tante cose da vedere e il turista potrebbe restare anche più di un notte. Ma sembra che diversi enti non riescano a capire in pieno quanto un circuito simile potrebbe giovare all'economia di questo territorio», continua ancora Taricco. Certo, «Felicori ha dato un grande impulso al flusso turistico. Quando ci fu la questione con i sindacati e lui fu additato come stakanovista ci fu un boom di richieste di pernottamenti. Potevamo essere trainati da tutto quello che è girato attorno alla Reggia, ma ormai credo che abbiamo perso quel treno», conclude Taricco. 

 

stralcio da Mattino Caserta