Assoturismo Foggia: in Capitanata è di nuovo emergenza abusivismo

Zangardi: «Nella nostra provincia si stima un milione di presenze che vanno al mercato nero»

L’abusivismo attanaglia sempre di più anche il turismo. Lo dicono i dati elaborati dal Centro studi turistici (Cst) per conto di Confesercenti-Assoturismo. Sono oltre 225 milioni le presenze che, nel nostro Paese e anche sul Gargano e nei Monti Dauni, sono state assorbite da strutture al di fuori della ricettività ufficiale, più della metà delle presenze ufficiali registrate da Istat (397,8 milioni). Nella nostra provincia si stima un milione.

 

«La stagione estiva di quest’anno è stata positiva per il turismo, con presenze record sul Gargano e alle Tremiti, tra le mete preferite della Puglia», dichiara Bruno Zangardi, presidente di Assoturismo Foggia. Zangardi evidenzia anche come questa sia stata un’estate da record anche per gli irregolari. «E chiaro ormai che il settore viva a livello nazionale un’emergenza abusivismo, come confermato anche dai controlli a tappeto svolti dalla Guardia di Finanza quest’estate», aggiunge Zangardi.

 

Case vacanze-pollaio, affitti in nero e simili non sono solo un problema per gli operatori in regola, che ne subiscono la concorrenza sleale. Sono un danno per tutti: per l’erario, che perde milioni di euro di gettito, e per la salute pubblica e la sicurezza dei turisti. «Una situazione inaccettabile – conclude il presidente Zangardi – amplificata dalla mancanza di sicurezza legata al sommerso e che rischia di essere una bomba per il settore e per la nostra capacità di attirare turisti».

 

Numeri sviluppati a partire dalle differenze tra i flussi turistici emersi dalle indagini campionarie (svolte Banca d’Italia sui turisti stranieri in Italia ed Istat sui Viaggi e Vacanze degli Italiani) e quelle effettivamente registrate nelle strutture ricettive ufficiali dello stesso istituto di statistica. Il risultato è appunto una discrepanza – una sorta di Tourist Gap – di 225,6 milioni di presenze, di cui solo una piccola parte è riferibile alle seconde case di proprietà: il grosso delle presenze si è realizzato tramite affitti in nero, b&b abusivi e altri operatori irregolari, frequenti soprattutto nel turismo religioso ed aziendale.

 

Il fenomeno sembra aver preso sempre più spazio nel corso di questa estate, limitando fortemente le ricadute positive di una stagione che ha registrato flussi turistici in aumento in ogni parte d’Italia. Secondo i dati dell’indagine realizzata dal Cst, su un campione di 2.350 strutture ricettive, complessivamente, quest’estate si è registrato un aumento di oltre 7,6 milioni di pernottamenti (+3,7%) e di oltre 1,9 milioni di arrivi (+4,1%), risultati al di sopra delle nostre stesse attese.