Assoturismo Roma: coronavirus, la Caporetto della filiera imprenditoriale del turismo

Assoturismo Roma, racconta la Caporetto dell’imprenditoria del turismo della Capitale e non solo. Una disfatta totale di una battaglia silenziosa che al momento è in corso senza una data precisa di fine. Un settore che nel Lazio rappresenta circa l’ 11% del Pil e che a livello nazionale arriva al 6%. Strade deserte, ristoranti e attività di somministrazione chiuse, sparuti turisti che si aggirano increduli tra i monumenti, una situazione da film.

 

Daniele Brocchi coordinatore del turismo di Confesercenti di Roma e del Lazio ma anche consigliere del Convention Bureau esprime la sua preoccupazione dopo centinaia di telefonate con le aziende: “ la situazione è catastrofica, gli imprenditori puntano tutto e confidano seriamente nelle misure di aiuti che il governo nelle prossime ore varerà. Le tipologie aziendali in crisi sono tante, tra le più colpite ovviamente quelle del comparto del turismo. Adesso il governo dopo decenni di sonno si renderà conto quanto è importante questo comparto e quanto vada sostenuto. Forse dopo questa prova difficile si dovrà pensare a ricostituire il Ministero del Turismo”.

 

E’ in crisi l’intera filiera anche i settori ancillari che sono essenziali per il funzionamento della macchina turistica. Continua Brocchi: “ Iniziamo dagli hotel, nella capitale ci sono circa 1200 hotel, nel Marzo 2019 avevano una percentuale di occupazione camere pari al 67,8%, solo in quel mese Roma aveva avuto 1,027,000 arrivi e 2,489,000 presenze. Oggi l’occupazione delle camere forse è del 5% e molte strutture alberghiere hanno già mandato in ferie forzate i dipendenti e iniziato i licenziamenti. Molti stanno sospendendo le attività per evitare i costi. Per il mondo della ristorazione “idem”, nei primi di Marzo c’è stato il crollo del 60% del fatturato poi con l’ultimo decreto che impone la chiusura è arrivata la disfatta. Anche qui licenziamenti immediati anche se con questi si risolve ben poco perché il mondo dell’impresa vede correre comunque i costi fissi che sono gli affitti, la Tari, l’Imu e le utenze. L’abbattimento dei costi immediato con misure drastiche non esclude però la possibilità dell’aumento dell’indebitamento. Debiti e riassunzioni che non matematicamente potranno essere sanati con la futura ripresa.

 

Le agenzie di viaggio sono in ginocchio perché nessuno parte e nessuno arriva. Addirittura è difficile rientrare anche dalla vacanza. Le guide turistiche, che non sono aziende ma persone con partita Iva senza nessuna tutela sono fallite. Gli stabilimenti balneari erano già in crisi con la questione maledetta del rinnovo delle concessioni e in molte parti d’Italia con il fenomeno delle erosioni, adesso rischiano di saltare la stagione, perché le prenotazioni si fanno ora. La rete dell’extralberghiero, b&b casa vacanze ecc, saltata. Infine la parte delle eventi e del congressuale cancellata. Solo a Roma la percentuale degli eventi cancellati per il 2020 è salita al 90%, solo il 10% sono stati rimandati”.

 

Assoturismo chiede al Comune, alla Regione e al governo misure importanti, urgenti e precise per salvare un comparto importante e metterlo nelle condizioni di ripartire a pieno ritmo passata la crisi.

 

Conclude Brocchi: “come già abbiamo richiesto servono misure urgenti ed incisive. A livello comunale la sospensione della tassa di soggiorno per gli alberghi e la rimodulazione a ribasso della stessa per categorie. Sospensione delle utenze e dei tributi almeno per i mesi di Marzo e Aprile. Alla Regione, l’attuazione immediata della cassa integrazione in deroga e un piano di marketing di rilancio del settore da sparare dopo questo momento di stallo. Al governo di intervenire con le banche sui mutui e sugli affitti e di sostenere i governi locali per l’attuazione degli aiuti richiesti. L’importante ora è la velocità di attuazione delle misure, ogni giorno per le imprese sono soldi che se ne vanno e aumento del debito. Sono fiducioso che ce la faremo, in attesa che finisca questa guerra è importante stare tutti uniti e rispettare i protocolli di sicurezza”.