Assoturismo Sardegna: tassa di soggiorno, balzello inutile

Noi costretti a fare gli esattori

Per alcuni sarà anche una panacea, per altri poco più di un' aspirina. Per molti operatori turistici, invece, è più semplicemente «una tassa inutile». La tassa di soggiorno, riservata ai turisti, torna di attualità in Sardegna e mette d' accordo le associazioni di categoria, unite nel fronte del no.


BUCHE NELLE STRADE No secco anche da parte di AssoHotel Sardegna, l' associazione degli imprenditori d' albergo della Confesercenti. «Siamo contrari perché in tutte le esperienze dove fin qui è stata utilizzata abbiamo visto che i soldi sono stati utilizzati per tappare i buchi di bilancio dei Comuni. Avessero almeno tappato le buche delle strade, avrebbe avuto almeno una ragione d' essere», dice Carlo Amaduzzi, presidente regionale.


TEMPI DI MAGRA La tassa di soggiorno era stata istituita dal governo Berlusconi per migliorare i servizi turistici di paesi e città. Ma in tempi di magra è servita soprattutto ad aggiustare i bilanci o a far fronte a spese di routine. Sottolinea Sandro Salerno, presidente regionale di Assoturismo: «Nel momento in cui i trasferimenti da parte dello Stato e della Regione ai Comuni sono crollati, diventa inevitabile per il turismo poter contare su queste risorse».


L' OBIETTIVO «L' importante però - avverte Salerno - è che la tassa sul turismo sia una tassa di scopo. Significa che neanche un euro deve essere utilizzato per risanare i bilanci dei Comuni. No, quindi, se viene utilizzata per questo; sì, invece, se serve per migliorare l' offerta turistica, i servizi, la capacità ricettiva. Ci sono Comuni, per esempio San Teodoro, che per undici mesi l' anno vivono con tremila persone, poi ad agosto improvvisamente arrivano 70-80.000 persone. Una tassa sul turismo può aiutare a migliorare i servizi». Accanto a chi esprime un sì, ma condizionato, e un no, c' è anche chi dice «forse».


GLI INVESTIMENTI Giuseppe Vacca, presidente regionale di Assocamping, guarda oltre: «Considerato che le risorse devono essere ridistribuite sui servizi del turismo, la tassa può essere utile se applicata in quelle province, come per esempio la Gallura, che investono fortemente in questo settore. Meno comprensibile, invece, in quelle realtà come l' Oristanese o il Sulcis-Iglesiente, dove non c' è supporto al turismo».

 

Per i titolari di campeggi, il problema è anche nel quantum. «Se il posto costa 10 euro al giorno e con la tassa sale a 12 o 13 euro, è evidente che questo potrebbe pure scoraggiare i turisti».

 

stralcio da L'Unione Sarda