Assoturismo Teramo: tassa di soggiorno, serve il tariffario

Secondo quanto deliberato nei rispettivi consigli comunali, la tassa di soggiorno a Giulianova e Roseto deve entrare in vigore nell' anno in corso, ma ancora oggi nessuno conosce quanto si dovrà pagare, con quali modalità e soprattutto come verranno spese le somme incassate.

 

A puntare il dito sui ritardi sono Gian Luca Grimi , presidente di Assoturismo - Confesercenti provinciale, e Rivo Ciabattoni , presidente regionale di Assohotel - Confesercenti. «L' applicazione dell' imposta di soggiorno non è materia con cui giocare», si legge in un comunicato stampa, «l' imposta, se non viene applicata in modo chiaro e coerente, da potenziale risorsa economica da riversare sul turismo e sull' economia delle città, si trasforma in un pericolosissimo boomerang d' immagine».

 

Grimi e Ciabattoni chiedono ai due Comuni di emanare velocemente un tariffario coerente con la situazione locale e poi di organizzare con urgenza un incontro con tutti gli operatori turistici del territorio per approntare tutto il materiale informativo da presentare ai clienti.

 

«Sui materiali ci deve essere scritto il complesso delle modalità applicative dell' imposta», dicono Grimi e Ciabattoni, «e anche tutti i servizi aggiuntivi che i clienti troveranno in estate, oltre ai prospetti delle opere infrastrutturali e di utilizzo turistico che si faranno con l' utilizzo dei fondi dell' imposta». I ritardi che si stanno registrando possono essere fatali per la prossima stagione turistica secondo Grimi e Ciabattoni, che ricordano che gli operatori sono già alle prese con le prime prenotazioni, ma non sono ancora in grado di dare informazioni certe.

 

«I tempi dell' economia reale stridono con quelli politici», si legge nel comunicato stampa, «ogni incertezza nel settore turistico si paga in termini di immagine e di presenze. Giulianova, tra l' altro, vanta precisi impegni con gli operatori che vanno rispettati». Secondo l' accordo siglato un anno fa, devono essere gli operatori a decidere come investire il 50% delle somme incamerate e sulla restante quota deciderà il Comune.

 

«Gli operatori sono già alle prese con le prenotazioni di gruppi organizzati e singoli turisti ai quali non sanno e non possono dare spiegazioni, certezze e prospettive», dicono Grimi e Ciabattoni, «e questo fa perdere tempo e prenotazioni vitali, perché la politica con le sue incertezze e tempi biblici non si è ancora preoccupata di normare applicativamente quanto ha già deciso». 

 

stralcio da www.ilcentro.it