Assoturismo Toscana: turismo, nel dopo Covid la crisi del mordi e fuggi

Strade e piazze praticamente vuote, dehors di bar e ristoranti deserti. Agli abitanti rimasti a casa e ai rari turisti la Firenze non è apparsa troppo dissimile da quella, spettrale, del lockdown. Un destino comune alle principali città d'arte che non ha risparmiato il capoluogo toscano, con le immaginabili ripercussioni sul fronte economico. Certo, Firenze d'estate, con la sua cappa di caldo asfissiante, non è il massimo nell'ambito dei desiderata vacanzieri, ma quest'anno a scarseggiare sono state anche le incursioni dal litorale versiliese o dalle campagne chiantigiane.

 

Che, viceversa, hanno retto più che bene alle conseguenze delCovid-19. Se volessimo sintetizzare con una battuta la stagione turistica ormai avviata a conclusione, dovremmo parlare di una chiara rivincita della Toscana minore soprattutto sul capoluogo ma anche su Pisa e la sua torre pendente, mentre Siena, pur orfana di entrambi i Palii, ha comunque visto sostanzialmente confermato il suo indiscusso appeal e anche Lucca e Arezzo non si possono lamentare più di tanto. Perfino il nostro Appennino, senza dubbio modesto rispetto alla maestosità delle Alpi, ha fatto rispolverare i fasti delle villeggiature dei tempi andati.

 

Per non parlare di mare e campagna, con gli agriturismi in primo piano: ma ovunque il vero must, da noi come altrove, sono state le case in affitto, più consone a mantenere le debite distanze rispetto ad alberghi e pensioni. Ma vediamo le situazioni nel dettaglio.

 

«Quella di Firenze - afferma Gianni Masoni, responsabile turismi di Confesercenti Toscana - è tra le peggiori in Italia. Venuti meno i flussi internazionali, il turismo interno è rimasto legato a visite di una sola giornata, che hanno alimentato sì le presenze nei musei, ma sul piano dei consumi sono state ben lontane dalle "permanenze" dei turisti stranieri».

 

Gli fa eco il presidente di Federalberghi Toscana, Daniele Barbetti: «A Firenze abbiamo avuto cali dell'80% del fatturato. Soltanto il 40% delle strutture è rimasto aperto e non a pieno regime». In crisi anche il mondo dell'artigianato fiorentino. «Il comparto scandiccese di pelletteria e moda fino ad agosto ha lavorato per evadere ordini pregressi», ha dichiarato Luca Tonini, presidente di Cna Toscana. «Il problema arriverà a settembre, perché non ci saranno tanti ordini. Invece, il mondo dell'artigianato artistico e del turismo, ristorazione in testa, ha registrato numeri disastrosi». A Pisa l'emergenza Covid ha creato difficoltà non solo economiche, ma anche gestionali.

 

«Tra il litorale e Pisa città vi è stata una differenza abissale», ha spiegato Roberto Tommasoni, presidente di Confalberghi Confcommercio Pisa. «Le strutture sulla costa hanno registrato molte presenze. Centro e periferia di Pisa hanno sofferto a luglio, mentre nelle prime due settimane di agosto la situazione è migliorata, anche se con valori lontani dalle medie dell'anno scorso. Dal 24 agosto è iniziato il calo. Purtroppo non riusciamo a fare previsioni, né a comprendere e intercettare flussi turistici: quest'anno le prenotazioni last second (effettuate il giorno prima della data di arrivo, ndr) sono state il 28%, rispetto all'll% di media degli anni precedenti. L'occupazione degli alberghi è stata a macchia di leopardo a prescindere dalle competenze degli albergatori. Le restrizioni Covid hanno cambiato l'importanza dei servizi: se prima avere una piscina era un "plus", adesso è vitale per gli alberghi avere a disposizione pure un parcheggio auto».

 

Se la pandemia ha insomma cambiato le regole del turismo, Siena è la città che sembra averne maggiormente approfittato, abbandonando il modello «mordi e fùggi» per un turismo più stanziale. Dalla fine di luglio, infatti, è quasi raddoppiata la permanenza media nel territorio della provincia, complice il sistema del territorio articolato nei numerosi centri rurali ricchi comunque di arte e iniziative di valorizzazione. In questo contesto, la città è il polo principale di attrazione cui facilmente si accede,

e motore trainante, dal 17 agosto, è il meraviglioso pavimento del Duomo, che resterà scoperto fino al 7 ottobre. Cosi, mentre sono aumentate le file pervia dei protocolli di distanziamento, le presenze totali nel mese di agosto hanno registrato una diminuzione di appena il 20%, imputabile solo al necessario rispetto dei massimi affollamenti previsti dai protocolli stessi.

 

C'è inoltre da sottolineare che il 70% dei visitatori è di nazionalità italiana, formato prevalentemente da famiglie in vacanza auto organizzata che hanno scelto di fare biglietti cumulativi, mentre mancano i visitatori stranieri, in particolar modo americani e asiatici. Anche Lucca può vantare il grande successo delle visite guidate alla città, con piccoli gruppi di turisti provenienti in questo caso pure dall'estero. Tutti i musei, nonostante i limiti massimi di presenze previste dai protocolli anti Covid ( 12 sia a Palazzo Mansi e che Villa Guinigi; accesso senza prenotazione ma ugualmente contingentato al Museo della Cattedrale), hanno registrato un complessivo aumento di turisti dalla seconda metà di luglio in avanti. L'arte e la cultura, insomma, hanno avuto e hanno ancora la forza di attrarre laddove proposte in percorsi maggiormente a misura d'uomo - e di coronavirus! - rispetto alle truppe di turisti vomitate dai pullman, il che in fin dei conti, al di là dei contraccolpi economici, non è assolutamente un male.

 

E a riprova del fatto che anche la vacanza balneare o agrituristica non disdegna le visite «impegnate» in centri storici e artistici di ogni dimensione, si può ricordare che al museo diocesano di Palazzo Orsini a Pitigliano, nei mesi di luglio e agosto, ci sono stati moltissimi visitatori, più degli altri anni, quasi tutti italiani: una performace dovuta al fatto che sulla costa c'è stato un tutto esaurito come non mai e anche i paesi collinari della Maremma, oltre che della montagna amiatina, ne hanno risentito favorevolmente.

 

Tra mille timori e angosce, dunque, anche la ripresa di Firenze e Pisa può passare da un'offerta qualitativamente diversa rispetto a quella finora consueta, dove alle folle con gli occhi all'insù si sostituiscano flussi ceno meno numerosi ma al tempo stesso meno frenetici, più consapevoli e possibilmente disposti a dedicare ore e giorni in più alla visita, con tutto ciò che questo comporta come ricaduta economica.

 

E proprio i musei, anche in questo caso, possono essere la cartina di tornasole: quello pisano delle Sinopie, per esempio, propone per la sua riapertura al pubblico tré opere dello scultore Igor Mitoraj che resteranno esposte fino all'll gennaio 2021 (orari, costi e possibilità di acquisto biglietti on line su www.opapisa.it). Nella città del giglio, invece, sono da segnalare le riaperture al pubblico del Museo Home (www.museohorne.it) da giovedì 3 settembre e, dal giorno precedente, la ripresa quotidiana degli ingressi al Museo dell'Opera del Duomo (www.duomo.firenze.it), che ha già visto un graduale aumento delle visite ai suoi monumenti, e cioè Cattedrale, Battistero, Campanile di Ciotto e Cupola del Brunelleschi, fresca seicentenaria. Al via anche le visite guidate speciali «Emozioni al Museo» che nascono dalla riflessione sul periodo d'isolamento passato durante il lockdown.

 

La visita propone un'osservazione delle opere, ascoltando le emozioni che queste suscitano per poi esprimerle liberamente, in un reciproco scambio con le altre persone presenti per far vivere un'esperienza diversa di incontro con l'arte, con noi stessi e con gli altri. Le visite guidate, rivolte a singoli o gruppi, sono gratuite, occorre acquistare solo il biglietto di ingresso al museo. Privilegiati in luglio e agosto mare, montagna, agriturismi e piccoli centri. Tra le atta d'arte penalizzate soprattutto Firenze e Pisa; meglio Siena, Lucca e Arezzo, dove piccoli gruppi di visitatori, prevalentemente italiani, hanno dimostrato interesse per arte e cultura. La speranza è che la riapertura di aÌtri musei, come quello dell'Opera del Duomo, possa favorire una ripresa anche nel capoluogo.

 

Stralcio da ToscanaOggi