Bonaccorsi: numero chiuso in città d’arte non è la soluzione

“Non credo ai numeri chiusi nelle grandi città turistiche. Chi vuole andare a Venezia ci andrà. Dobbiamo però costruire strade che spalmino i flussi su tutto il nostro territorio. Come governo ci dobbiamo impegnare prima di tutto nella riqualificazione dell’offerta e delle strutture ricettive. Ma anche nella formazione professionale e su un livello sempre più alto di qualità”.

 

Lo ha sottolineato il sottosegretario Mibact, Lorenza Bonaccorsi, intervenendo all’incontro “Turismo Italia-Cina: pronti a partire? Le nuove frontiere di un trend in crescita”, promosso da Associazione Civita e Unindustria in vista del 2020 Anno della cultura e del Turismo tra Italia e Cina.

 

“Il mercato cinese – dice il sottosegretario – è importantissimo, è un rapporto storico, un incontro di culture. Siamo gli unici due paesi con 55 siti Unesco. Noi, però – aggiunge – dobbiamo lavorare sulla gestione dei flussi, perché andiamo incontro a movimenti turistici importanti”.

 

Per questo, prosegue, “è fondamentale impegnarsi su un turismo sostenibile, che valorizzi tutto il paese, non solo, ovviamente, le mete principali di destinazione come sono oggi come Roma, Firenze, Venezia. Dobbiamo lavorare per raccontare sempre più tutti i nostri territori, che sono pieni di potenzialità e vanno aiutati e accompagnati in una promozione capillare nel mercato cinese. Che a sua volta ha un turismo che sta cambiando: dobbiamo dimenticare il gruppone, tutti insieme. Ormai il 50% dei turisti cinesi viaggia in maniera individuale e dobbiamo parametrare la nostra offerta a questa nuova domanda”.

 

Quanto alle città d’arte “consumate” dall’arrivo di milioni di turisti l’anno, “non credo e non mi piace il concetto di chiudere – dice – Penso che i flussi vanno gestiti e se siamo bravi a raccontare tutto il paese e tutti i territori, a spalmare i flussi, a destagionalizzare, credo sia un lavoro importante per tutto il territorio italiano”.

 

Stralcio da Travelnostop