Confesercenti Ravenna: lavoro nero nel turismo, ben vengano i controlli

Monica Ciaparica: così si rende iI lavoro stagionale meno appetibile

Lavoro nero nel turismo «Ben vengano i controlli, così si rende iI lavoro stagionale meno appetibile»  Monica Ciarapica, presidente provinciale di Confesercenti, torna sul problema dei contratti di lavoro nel mondo del turismo, riallacciandosi all'inchiesta che nei giorni scorsi ha svelato il metodo degli "appalti fittizi" per la gestione del personale in bar, ristoranti, alberghi e stabilimenti balneari di tutto il Ravennate.

 

Secondo le stime dei consulenti del lavoro, a Ravenna sono 8mila i lavoratori assunti con queste pratiche imprenditoriali (40mila in tutta la riviera Romagnola), volte a pagare il meno possibile i lavoratori e a versare il meno possibile di contributi. Contribuendo di fatto ad alimentare il precariato in cambio di guadagni personali. Agli appalti fìttizi si aggiungono poi altre pratiche che stimolano il lavoro nero, come quello dei falsi part-time.

 

Persone assunte per lavorare determinate ore, ma poi ne lavorano anche il doppio. Sul punto anche l'assessore al turismo Giacomo Costantini non fa sconti: «Tutto quello che possiamo fare come lotta al lavoro nero e all'illegalità sono per noi la priorità. Ne va della qualità della nostra offerta turistica».

 

Competenze dietro la nascita di questi stratagemmi, secondo la numero uno di Confesercenti Ravenna c'è però un tema delicato ma soprattutto urgente. Secondo la Ciarapica, infatti, «tra le questioni che la stagione turistica appena trascorsa ha messo in luce con tutte le sue conseguenze c'è stata la sempre minore disponibilità di professionisti e di personale per il lavoro e le necessità che la nostra realtà turistica propone e ha nelle sue diverse tipologie. È sempre più difficile trovare personale per la stagione e ancor più personale preparato». La crescente mancanza di incontro tra domanda e offerta sarebbe quindi uno dei motivi principali dietro la nascita di queste pratiche di assunzione anormali. Alcune aziende avrebbero anche lavorato senza mai avere l'organico al completo. «Per questo - conclude Ciarapica - abbiamo deciso di progettare corsi specifici e pratici su alcu ne mansioni base, a cui gli imprenditori possano fare riferimento». 

 

stralcio da Corriere di Romagna