Il presidente Messina - Audizione in videoconferenza informale 10a Commissione permanente

ambito di affare assegnato n. 445

Questa mattina, 6 Maggio 2020, il presidente Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina ha preso parte all’Audizione informale (videoconferenza) nell'ambito dell'affare assegnato n. 445 (iniziative di sostegno ai comparti dell'industria, del commercio e del turismo nell'ambito della congiuntura economica conseguente all'emergenza da COVID-19) presso la 10a COMMISSIONE PERMANENTE (Industria, commercio, turismo); di seguito uno stralcio dell’intervento:

 

"Aspettiamo con speranza il nuovo decreto, ma senza troppa fiducia: le imprese del turismo, fino ad ora, sono state praticamente abbandonate a loro stesse; Il CuraItalia ed il DL Liquidità, per il nostro settore, sono stati un sonoro fallimento; voglio sottolineare che il turismo rappresenta dal 13 al 15% del pil.

 

Sono già 2 mesi e mezzo che parliamo di problematiche legate al turismo, appare a tutti chiaro che il turismo non ripartirà prima di marzo 2021; abbiamo parlato con tutti, abbiamo prodotto documenti, proposte, analisi, trovando sempre grande disponibilità.

 

Noi ci sentiamo come comparto abbandonati, stiamo correndo verso la fase 2 senza aver né affrontato né risolto i problemi propri della fase 1.

Ancora non sappiamo con quali modalità potremo ripartire: francamente, in queste condizioni, è prevedibile che molte imprese preferiscano rimanere chiuse”.

 

Il turismo italiano sta entrando in un coma che potrebbe essere irreversibile”.

 

Solo l’estate vale almeno un milione di posti di lavoro: inizieremo ad accorgerci tra poco del disastro in arrivo.

 

Non c’è più tempo da perdere: adesso abbiamo bisogno di una vera svolta, non di un altro provvedimento tampone”.

 

Chiediamo: il fondo perduto, una vera sburocratizzazione, un fondo crisi per il comparto turismo, e poi mancano i protocolli sanitari per poter riaprire, mentre noi abbiamo la necessità di traguardare le nostre imprese all'indomani della fine della crisi; si discute di riaprire senza farci sapere né le regole a cui dobbiamo attenerci né la tempistica.

 

Noi abbiamo necessità di chiarezza e di confrontarci con provvedimenti che abbiano una logica anziché ingenerare maggiore confusione.

 

Noi partiamo dalla richiesta di riconoscimento dello stato di crisi del turismo, che tutti sembrano riconoscere tranne il ministro Franceschini, che fino ad oggi sembra essere il ministro dei beni culturali e non del turismo.

 

Noi vogliamo ripartire ma vogliamo anche che ci siano le condizioni per potere ripartire: il nostro bilancio da un lato ha i costi che sono rimasti quelli che erano e dall'altro lato i ricavi che sono pari a zero e non sappiamo per quanto tempo lo saranno.

 

Facciamo un appello alla politica, chiediamo un piano speciale per il Turismo:

- Istituzione fondo speciale emergenza Turismo.

- Carico fiscale in bianco per anno 2020

- Copertura costi sostenuti anno 2020

- Credito agevolato per la ripartenza

- Sburocratizzazione di tutte le procedure amministrative, autorizzative, ecc.