Fortunati, Assoturismo Umbria: passaporto sanitario: si faccia

Il secondo lockdown è una morsa letale, non so quante attività saranno ancora aperte l'estate prossima

Se ad agosto “c’era stati un recupero sensibile, inatteso”, ora il settore “è un disastro”. Lo spiega Matteo Fortunati, presidente di Assoturismo Umbria: “Ad agosto sono arrivati flussi notevoli, non programmati perché di solito la gran parte delle prenotazioni si fanno fino a un anno prima. Il secondo lockdown, però, è una morsa letale. I flussi sono caduti tutti, per noi essere arancioni o rossi non cambia molto perché comunque alberghi e ristoranti sono tutti chiusi”. Come se noin bastasse, c’è la questione ristori sul banco:

 

“Non sono stati previsti interventi auspicati per agenzie di viaggi, noleggiatori di autobus e mezzi privati. Queste categorie sono state completamente dimenticate. La stessa cosa per le guide turistiche e gli intrattenitori: sono tutte categorie morte, non vengono prese neanche in considerazione. Stanno soffrendo, sono in difficoltà. Temo che molte attività turistiche non arriveranno alla prossima estate, molte chiuderanno definitivamente prima.

 

In particolare gli albergatori che hanno le strutture in locazione. E dire che l’estate prossima ci sarà una fortissima ripresa, soprattutto per bar e ristoranti”.

 

Un rischio è evidente e Fortunati lo sottolinea: “Molte attività saranno prese in mano dalla criminalità o grandi gruppi investitori. In questa fase, il Governo e la Regione dovrebbero prendere coscienza della situazione e pensare agli aiuti, che non sono necessariamente soldi, ma per esempio sono l’abolizione dei costi fissi. Eliminare per il momento bolletta della luce, nettezza urbana, locazioni sarebbe una rivoluzione. Invece, continuano ad arrivare tutte le bollette e io pagamenti ordinari delle tasse, anche se fortunatamente ci sono state delle proroghe. Diciamo che tutto questo sta portando allo stremo anche la tenuta psicologica degli imprenditori del turismo".

 

Aprire a Natale e a Capodanno: una buona idea? “Io rispondo da cittadino e da imprenditore. Come cittadino, posso dire che il covid non è affatto uno scherzo essendoci passato. Come imprenditore, aggiungo che però non bisogna farsi prendere dallo sconforto. Serve osservare le regole in maniera scrupolosa e con costanza. In questo modo, un’apertura potrebbe essere auspicata, anche se non risolverebbe la situazione. Ci vuole un intervento massiccio da parte del Governo nei confronti delle attività. Il Decreto Ristori esclude le startup, nate da luglio 2019: questo è un punto a suo sfavore. Sono preoccupato perché le associazioni di categoria a livello nazionale non vengono ascoltate o solo in parte. E invece ci vorrebbe collaborazione tra tutti gli operatori”.

Un altro comparto in sofferenza è quello del wedding: “Parliamo pure di crisi. Che coinvolge tutto l’indotto, in questo caso per esempio le aziende che forniscono materiale per le cerimonie. Il turismo è qualcosa di trasversale, a volte crea un indotto indiretto e non immediatamente percepibile. Come nel caso dei trasporti, che sono quelli che probabilmente stanno peggio perché spostano tifosi di calcio, scuole e turisti. Molti avevano rinnovato il parco mezzi proprio in coincidenza con l’inizio dell’anno scolastico. Siamo a rischio di una profonda crisi economica in Umbria, regione che si regge sul settore terziario. Contrariamente alla grande industria, non ha ricevuto aiuti”.

Negli ultimi tempi si è tornati a parlare di passaporto sanitario tra regioni e nazioni: “Io sono stato un po’ l’antesignano avendone parlato nel maggio scorso. Lo avessero applicato già allora, avremmo evitato molti contagi. Avrebbe contribuito alla diminuzione della pandemia. Volendo, è applicabile anche ora, si possono creare protocolli in questo senso. Oggi ci sono i tamponi veloci, il cui risultato arriva 5 – 10 minuti dopo l’effettuazione. Così sai immediatamente chi può o non può entrare.

 

Ok aspettare il vaccino, ma intanto iniziamo con le tecniche di prevenzione. Le regioni dovrebbero applicare queste ultime tecniche. Così come le scuole. Qui io ho un dubbio: che i contagi siano aumentari proprio in concomitanza con l’apertura delle scuole. Il tampone veloce potrebbe portare alla riapertura. Bisogna rendersi conti che ormai siamo in un mondo nuovo, dobbiamo quindi cambiare regole e stili di vita. In questo senso, ben vengano i test rapidi. Vuoi entrare, vuoi viaggiare: ti fai il test. Ed ecco che torniamo a parlare di certificato sanitario”.

 

Stralcio da www.corrieredelleconomia.it