II turismo cinese rende ricca l`Italia

Nel 2018 hanno speso circa mezzo miliardo di euro. In particolare per beni e servizi di lusso

Budget medio di 300 euro al giorno per i visitatori che arrivano da Pechino

Nel 2018 hanno speso circa mezzo miliardo di euro. In particolare per beni e servizi di lusso II turismo cinese rende ricca l ' Italia.

 

Affascinati dal Bel Paese, ma anche dai prodotti Made in Italy, dalla moda ai tesori della gastronomia. Il turismo cinese in Italia si conferma il più profittevole. I visitatori del Paese del Dragone rimangono infatti saldamente in testa alla classifica dei top-spender del turismo italiano: nel 2018 la spesa complessiva nel nostro Paese è stata di 462 milioni di euro, con una media di oltre 300 euro al giorno a testa (+15% sul 2017) e di 1.500 euro a viaggio, quasi sempre per beni e servizi di lusso.

 

A dare i dati sono gli albergatori di Assoturismo, che sottolineano il valore per il nostro Paese del turismo cinese. Con riflessi anche per l'economia turistica di Roma: secondo i dati di Global Blue, infatti, nei primi cinque mesi del 2019, le vendite esenti da Iva nella Capitale sono cresciute del 13% rispetto allo stesso periodo del 2018, grazie ai tassi di cambio favorevoli per le principali valute ma soprattutto per l'aumento delle presenze dei turisti cinesi, che hanno contribuito per il 29% sul toa tale degli acquisti tax free.

 

Più dei russi, che hanno solo una quota del 12%, e statunitensi, con un 8%. In media, nell'Urbe, i visitatori cinesi spendo no 943 euro, in aumento del 9% sullo scorso anno. Merito anche del rafforzamento delle relazioni bilaterali con la Cina. Gli accordi stretti per la Via della Seta, arguiscono gli albergatori, potrebbero aver dato una spinta anche alla bilancia turistica italiana. Ma anche a tutta l'economia dell'Europa. Tutti i paesi Uè, infatti, rappresentano destinazioni potenziali del mercato cinese. Complessivamente, ogni anno arrivano in Europa quasi 17 milioni di turisti cinesi.

 

E le prospettive del turismo cinese nel Vecchio Continente sono in crescita, ancora di più viste le difficoltà tra Cina e Usa, che portano sempre più visitatori del paese asiatico a sostituire il viaggio in America con quello nei paesi dell'Unione Europea. I viaggiatori con gli occhi a mandorla in Canada e Usa sono diminuiti, anche nella spesa: i consumi turistici sono diminuiti di circa il 10% nel primo trimestre 2019 rispetto allo stesso periodo 2018.

 

Non solo. Nel prossimo futuro le potenzialità di intercettare nuovi flussi, aggiuntivi rispetto agli attuali, è enorme. Meno del 15% di cinesi possiede il passaporto, ovvero neppure 200 milioni di cittadini, e meno del 10% della popolazione viaggia all'estero (nel 2017 sono stati 133 milioni i cinesi che si sono recati fuori dai confini per turismo). Si delinea dun- Turisti cinesi Amano i prodotti Made in Italy, dalla moda ai tesori della gastronomia. Per un viaggio nel Belpaese spendono in media 1.500 euro que un enorme potenziale per il futuro del turismo cinese verso il mondo.

 

Nel 2020 la Unwto stima che i cinesi dotati di passaporto saranno 250 milioni, facendo della Ciña il primo Paese per numero di potenziali turisti al mondo. Tanti dunque e disposti a spendere. Secondo l'Ente nazionale del turismo, nel 2017 i cinesi nella scelta delle strutture ricettive hanno privilegiato l'albergo. L'88,l% ha alloggiato in strutture alberghiere (+12,9% rispetto al 2016), mentre l'I 1,9% ha scelto strutture extra-alberghiere (+8,8% rispetto al 2016). Quanto alle destinazioni oltre alla vendita dei pacchetti per le classiche città d'arte, con un soggiorno di medio di 5-11 giorni, i trend recenti hanno registrato un incremento della scelta delle destinazioni balneari, con la richiesta di mete come la Riviera Ligure, Amalfi, Sorrento e la Sicilia.

 

Stralcio da IlTempo