Il nodo tassa di soggiorno

II turismo in Italia rallenta

Le previsioni per l'estate hanno il segno meno: tra giugno e a-gosto sono attesi 205 milioni di presenze, quasi 2 in meno rispetto all'estate 2018.

 

Cst ha elaborato per Assoturismo Confesercenti un quadro presentato a Roma in occasione dell'approfondimento dedicato alla legge delega al governo in materia di turismo: "Riemergono problematiche mai risolte e la delega al Governo in tema di turismo è un'occasione per una riforma mirata alla crescita - secondo Vittorio Messina, presidente Assoturismo Confesercenti -; servono interventi per individuare figure professionali, contrastare l'abusivismo ricettivo e ridurre le tasse sul settore".

 

Il fisco italiano è infatti tra i più pesanti d'Europa, chiede ai turisti in vacanza 2,6 miliardi di euro l'anno, con un'Iva sui prodotti turistici superiore dell'1,5% alla media europea e con una tassa di soggiorno particolarmente alta che quest'anno pe serà per 600 min di euro, la cui incidenza supera il 10% del costo di pernottamento di una famiglia in vacanza.

 

Secondo l'Osservatorio Jfc, nel 2018 il gettito dell'imposta di soggiorno sarebbe salito a 538 min di euro con un incremento di 75 min rispetto al 2017 (+16,2%) e. nel 2019, le previsioni sono di un ulteriore aumento a 600 min di euro visto che altri 51 Comuni l'hanno introdotta ex novo e ve ne sono ulteriori 46 che hanno già approvato un aumento delle tariffe.

 

Quattro Comuni nello specifico, Roma, Milano, Firenze e Venezia, totalizzano il 40% del gettito complessivo dell'imposta nel 2019 (Roma 130 min, Milano 45,4, Firenze 33 mine Venezia 31,7 min). Secondo i principi di tassazione ottimale l'imposizione locale dovrebbe avere una destinazione vincolata a specifiche spese. Emerge invece che uno degli aspetti di più diffìcile valutazione resta proprio quello relativo all'utilizzo de gli introiti da parte dei Comuni.

 

La maggior parte delle amministrazioni, infatti, continua a gestirli per finalità non prettamente turistiche e soprattutto senza condivisione con gli operatori del territorio. I Comuni, che non hanno di fatto alcun vincolo contabile specifico, si limitano a comunicare solo quanto hanno incassato senza fornire dettagli sui reali investimenti effettuati.

 

Questo è possibile perché il decreto istitutivo (n.23 del 14/3/2011) non è stato integrato da decreto attuativo. Su questo tema dunque, si intravede davvero l'urgenza di un regolamento nazionale.

 

Stralco da GuidaViaggi