Il turismo nel 2030? Riguarderà 1,8 miliardi di persone

Gianni Rebecchi guida la delegazione Assoturismo

Il turismo da qui al 2030 come sarà? Difficile tracciare previsioni o anticipare quali potrebbero essere gli scenari, soprattutto se si pensa alla velocità con cui cambiano ed evolvono le situazioni. "

 

Da qui al 2030 sono 13 anni da oggi e 13 anni fa Facebook non esisteva, il che dà la misura di come cambieranno velocemente le cose". Pietro Ferraris, presidente dell' Associazione Startup Turismo , sintetizza così il suo pensiero, rispondendo alla domanda, filo conduttore dello studio " Turismo 2030 " promosso dalla Commissione Turismo del M5S Camera , con la collaborazione del professor Domenico De Masi , sociologo del lavoro. Allo studio hanno collaborato 11 studiosi di turismo, appartenenti a diverse discipline.

 

Lo studio è stato presentato oggi a Milano, al Palazzo delle Stelline. Per capire le strategie future si parte dai numeri. "L' Italia è al 5° posto per arrivi e al 7° per introiti. La Francia 'svecchierà' la sua immagine e la Spagna passerà da un turismo di massa ad uno sostenibile - ha esordito l' onorevole Mattia Fantinati, del gruppo parlamentare M5S , introducendo i lavori della mattinata -. Decisioni che devono essere lungimiranti e per le quali deve essera fatto un piano". L' idea espressa da Fantinati è "costruire insieme una pianificazione strategica a lungo periodo e unitaria, in questo modo l' Italia potrà riprendersi il ruolo di leader di settore che le spetta. Il 70% di una vacanza nasce, vive e rimane sui social, lo avevamo immaginato 20 anni fa?".

 

Certamente no. Torniamo ai numeri. Le previsioni per il 2030 parlano di un turismo mondiale che interesserà 1,8 miliardi di persone , pari all' 80% in più sul miliardo di turisti del 2013 . Guardando all 'incoming turistico i dati presentati da De Masi attestano che "il 1° Paese è la Francia con 84 mln di stranieri l' anno, seguono gli Stati Uniti con 77 mln, i 68 mln della Spagna, i 57 mln della Cina e i 51 mln in Italia, nel 1970 eravamo il primo Paese per arrivi, ora siamo al 5° posto - afferma il professore - e dopo di noi c' è la Turchia". Guardando al Pil , "l' incidenza del turismo nel mondo sul Prodotto interno lordo è del 10%, in Spagna è del 16%, in Messico del 15%, in Turchia del 12%, nel Regno Unito dell' 11% e in Italia del 10,3%".

 

Nel nostro Paese i turisti stranieri per il 52% provengono da Paesi europei, per il 23% da Asia e Pacifico e per il 16% dagli Stati Uniti. Nel 2015 le mete apprezzate sono state Roma, Venezia, Milano, Firenze, Torino e Napoli. "Per Roma 10 mln di turisti sono attratti dalla presenza del Papa e del Vaticano", sottolinea De Masi.

 

Non c' è dubbio che il "turismo sia il motore prossimo dell' economia e delle imprese", fa presente Gianni Rebecchi del board di Assoturismo , che si sofferma su ulteriori dati per avvalorare la portata della crescita che il turismo avrà. "I dati Iata ci dicono che 4 mld di persone hanno viaggiato nel 2017, battendo ogni record storico, sono 28mila gli aeromobili in volo ogni giorno, il che ci parla di un flusso inarrestabile. Quando c' è una crescita bisogna pensare a come strutturarla, per questo è importante una governance dei flussi turistici".

 

Bisogna tenere presente che da qui al 2030 "il metodo di acquistare, consumare e viaggiare sarà cambiato". Rebecchi cita una ricerca della UE del 2014 da cui "è emerso che il 75% dei viaggiatori prenota su piattaforma online, è un fenomeno nuovo che deve essere governato", fa presente, anche alla luce della scadenza imminente del 31 dicembre, termine entro il quale dovrà essere recepita la nuova direttiva europea , ma questo è un altro capitolo che attende risposta.

 

stralcio dawww.guidaviaggi.it