In città strutture ricettive verso il pienone ma l` extra alberghiero è da armonizzare

Da una preliminare analisi statistica condotta dalla piattaforma digitale "Momondo" circa le mete preferite dal popolo del web, Catania al momento è seconda solo a Palermo, che si è aggiudicata il primato, complice l'attrattività della spiaggia di San Vito Lo Capo.

 

È presto, però, per dire l'ultima parola, soprattutto quando la maggior parte delle strutture ricettive etnee registra già il tutto esaurito. Pare logico, quindi, che a una progressiva crescita del flusso turistico corrisponda una naturale espansione del comparto ricettivo. A rivelarlo sono le ultime indagini dell'Osservatorio turistico della Regione Sicilia, che registra a Catania un +10% di posti letto a disposizione dei turisti nel settore extra alberghiero, contro il +6% dell'alberghiero.

 

Ma la "macchina" dell'ospitalità va adeguata all'online. Ed è qui che duole il dente: al di là delle strutture alberghiere, non esiste una caratterizzazione normativa sistematica, e aggiornata, per definire le strutture ricettive diverse dagli alberghi e che tenga conto della diffusione delle piattaforme turistiche digitali, come Airbnb. Una questione che, nelle scorse settimane, ha direttamente investito il governo, in cerca di opportunità per armonizzare il comparto.

 

Secondo uno studio realizzato dal Devo Lab di SDA Bocconi, e commissionato da Airbnb Italia, il quadro normativo è caotico: esistono oltre venti tipologie diverse di ricettività extra-alberghiera, per sistemazioni che potrebbero rientrare nell'unica categoria dei B&b, e fatta eccezione per gli agriturismi (unica categoria uniforme) nessuna tipologia di struttura extra-alberghiera è condivisa a livello nazionale. Ecco perché Airbnb ha da poco suggerito di istituire un portale unico per la raccolta dei dati, così da creare un codice unico per l'identificazione delle strutture ricettive esistenti (come accade già in Croazia), e valido per tutta la ricettività, come voluto dal decreto Crescita e votato favorevolmente alla Camera e al Senato e di cui si attendono le misure attuative.

 

Un provvedimento, questo, fortemente spinto dal mondo associa tivo. «Si tratterebbe di un importante segnale anche per Catania, oltre che per l'intera Regione - afferma il coordinatore di Assoturismo Confeercenti Sicilia, Salvatore Basile - Si va, così, verso un impegno concreto di contrasto all'esercizio irregolare delle attività. Secondo il rapporto dell'Osservatorio turistico, su Catania sono censite circa mille strutture extra alberghiere, ma è ancora un dato da trattare con cautela: ci vorrà del tempo affinchè la realtà si adegui alle aspettative».

 

Stralcio da SiciliaCatania