Pacchetto Turismo: il bonus ferie non convince gli operatori

"Ben 5 sui 55 miliardi del decreto Rilancio sono destinati al turismo e alla cultura". Con una sene di video incontri e conferenze per illustrare le misure prima agli operatori e alle associazioni, poi alla stampa il ministro Darío Franceschini ha voluto presentare ieri quanto "portato a casa".

 

Per il turismo la punta di diamante è senz'altro il bonus da 500 euro, dal 1° luglio, per fare «vacanze italiane», ha precisato Franceschini: «Viene riconosciuto per le spese sostenute per soggiorni in ambito nazionale presso alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed&breakfost». Lo potranno ottenere i nuclei familiari con Isee fino a 40mila euro e l'importo è modulato: 500 euro per il nucleo composto da 3 o più soggetti; 300 da 2 soggetti; 150 per il singolo. Vale all'80% come sconto sul corrispettivo dovuto alla struttura, nel restante 20% come sgravio dall'imposta sul reddito del cittadino. Anche se c'è apprezzamento per gli sforzi del ministro Franceschini, associazioni e operatori del turismo si dicono convinti che il bonus non riuscirà a curare la profonda crisi del settore.

 

«Meglio di come pensavamo, ma per il rilancio ancora non basta - afferma il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca -. L'ho detto e ribadito anche a Franceschini. Il bonus vacanze non serve al rilancio del turismo, ma davvero spero di sbagliarmi. Ci hanno messo 2,3 miliardi e, per me, metterli lì e non sulle imprese non ha senso». Bocca aggiunge che «ci sono provvedimenti specifici, come l'Imu che è una boccata d'ossigeno per le aziende oppure gli affitti degli alberghi, ma quello che noi contestiamo è che non si faccia una graduatoria di gravita, quando per settori come il nostro la coda della crisi sarà molto ma molto più lunga. Se domani mattina un negozio apre, qualcuno andrà a comprare. Se domani mattina gli alberghi aprono ma le frontiere sono chiuse, i turisti continueranno anón venire», conclude.

 

Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria, spiega che «per il turismo hanno ritagliato una cifra che potrebbe anche essere soddisfacente se non fosse che in realtà le modalità potrebbero non essere le più efficaci per le imprese. Questo governo - sottolinea - ha certo l'esigenza di intervenire in modo diretto sulle persone ma, a nostro avviso, è una visione un po' miope, l'aver voluto fare come punta di diamante il bonus vacanza che va a cadere sulle persone invece che sulle imprese ci potrebbe penalizzare. A questo punto bisognerà mettere in campo una campagna decisa di promozione che lo stesso governo si è impegnato a fare con 20 milioni nello stesso decreto».

 

Di decreto «privo di una più consistente considerazione verso il comparto più colpito dall'impatto dell'emergenza sanitaria ed economica» parla Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, che prosegue: «Chiediamo interventi più sostanziosi di liquidità immediata a fondo perduto, velocizzando al massimo i procedimenti burocratici. La Francia ha annunciato un piano Marshall per il turismo, serve subito uno choc analogo».

 

Stralcio da Avvenire