Puglia: i turisti scelgono il mare, soffrono le località interne

alberghi ancora chiusi preferite case vacanza

Pochi, ma ci sono. Italiani per lo più, qualche straniero che arriva con voli diretti dall'Europa. L'estate 2020 doveva essere il trionfo del turismo, ma è segnata dal coronavirus. «Le città di mare riescono a reggere, mentre le più penalizzate sono le località interne dove si riversavano i gruppi stranieri e i croceristi» spiega Francesco Di Carlo appena nominato presidente di Assoturismo Puglia.

 

Gli fa eco la consigliera metropolitana Francesca Pietroforte: «Lavoriamo a nuove strategie per il prossimo autunno e anno». E per Bari qualche straniero fa capolino nella città vecchia.

 

«Se quest'anno non possiamo contare sui pochi arrivi extra Ue, dobbiamo puntare ai turisti europei e italiani))

 

In un anno «normale» a metà luglio la stagione turistica estiva sarebbe già stata nel suo pieno.Il 2020 doveva esser l'anno del grande boom dopo anni di crescita costante nei flussi e volumi di fatturato. Ma questo 2020 non è un anno «normale», le conseguenze del corona virus continuano a farsi sentire e il turismo è una delle prime vittime che ne ha fatto le spese. Ï mese di giugno e i primi di luglio sono sempre stati i preferiti dei gruppi stranieri, si vedevano aggirarsi dietro le guide per i vicoli della città vecchia, seguendo ombrellini colorati, o scendere da autobus per ammirare i trulli e farsi sedurre da suoni e profumi...

 

«Invece quest'anno l'emergenza Covid ha rimescolato le carte - spiega senza troppi giri di parole Francesco De Carlo, vice presidente nazionale Assohotel -. Come categoria stiamo monitorando i dati che ci arrivano dall'area metropolitana e possiamo già affermare che mentre le località costiere sembrano reggere, le più penalizzate sono le località interne. La ripartenza in questa fase 3 non ha sicuramente colmato i problemi e azzerato le preoccupazioni.

 

Le città di mare comunque si riempiono, specie nel une settimana di turisti di prossimità che vogliono godersi una giornata di relax, che hanno le doppie case come punto d'appoggio, il problema sono i paesi intemi che in questo periodo contavano sul turismo straniero o del nord Italia, i gruppi, i croceristi, quei flussi che invece non ci sono». Una situazione variegata e complessa: Bari sino al 2019 aveva visto aumentare le giornate di presenze turistiche, chi arrivava in aeroporto, prima di procedere per il Gargano o il Salente, con sempre maggior frequenza decideva di fermarsi per due-tre giorni e girare in città e la sua provincia, scelte quasi completamente cancellate quest'anno.

 

«Nell'area metropolitana non sono pochi gli alberghi che solo in questi giorni stanno riattivando le loro strutture - sottolinea De Carlo - e in molti casi con un numero di stanze limitato. Le prenotazioni sono poche. Naturalmente questo incìde sul personale, l'assunzione di stagionali è stata fortemente limitata, con tutto quello che questo comporta per l'economia locale. Dai dati che ci arrivano invece reggono meglio le piccole strutture, le realtà extra alberghiere, le case va canze e i bed & breakfast che più flessibili stanno riuscendo ad accogliere e fare qualche numero. I più in difficoltà sono in assoluto i tour operator e le guide turistiche: i gruppi non ci sono e l'inattività è totale». A salvare qualcosa di questa estate è il brand Puglia che sembra comunque reggere. Nei motori di ricerca è tra le località più ricercate.

 

«La Puglia e la provincia barese hanno lavorato molto bene negli anni scorsi - conferma De Carlo - anche in un momento come questo il nostro mare, la nostra cultura, attirano il turista. Ecco perché come esercenti di settore sentiamo l'esigenza di immediati tavoli di lavoro con le istituzioni locali per stendere le strategie di breve, medio e lungo termine. Se per quest'anno non possiamo contare sugli stranieri extra Europa dobbiamo lavorare per il turismo europeo intemo, che pure è un mercato ricco ed interessante.

 

Si deve spingere per avere più collegamenti di prossimità, sia italiani, sia europei. Si deve pianificare come rendere attrattivo il no- stro territorio a settembre o ottobre, sono due mesi straordinari con il nostro clima e non ci possiamo far paralizzare dalla paura di una seconda ondata dell'epidemia.

 

Se ci fermiamo è finita. Io lo dico come imprenditore: dobbiamo superare l'incertezza, programmare e pensare al futuro. Anche con questo spirito è stata costituita la federazione di Assoturismo Puglia di Confesercenti». 

 

Stralcio da LaGazzettadiBari