Turismo, Albania e Croazia concorrenza sull`altra sponda

Difficile decifrare questa estate teramana. Ci provano due esperti. «Abbiamo perso la destagionalizzazione legata a maggio e giugno e quella non la recuperiamo - dice Gianmarco Giovannelli, presidente di Federalberghi Abruzzo - ora possiamo parlare di ripresa anche se sulle prenotazioni, tranne i clienti fidelizzati, non si può dire molto perché le famiglie scelgono i luoghi dove andare in vacanza spesso solo una settimana prima. Dai dati in nostro possesso vanno meglio le strutture ricettive e meno bene le case, ad esempio, e poi gli alti e bassi nei villaggi e campeggi. La concorrenza è forte e non solo italiana: ci sono la Croazia e zone in crescita come Albania e Montenegro».

 

E aggiunge: «È auspicabile che la Regione, che quest'anno ha stanziato 900.000 euro per pubblicizzare l'immagine dell'Abruzzo su Rai e Mediaset soprattutto, faccia un sforzo più ampio per la prossima stagione. E poi non bastano più sole e mare, pensiamo al turismo religioso: noi abbiamo Giulianova, Teramo, Campii e Atri con le loro chiese, ma non riusciamo a intercettare questo tipo di turismo. Anche i sindaci devono fare la loro parte soprattutto investendo in infrastnitture specie sportive che attraggono da sempre i turisti con tornei sempre più partecipati».

 

Gian Luca Grimi, presidente Confesercenti - Assoturismo Teramo, ricorda che «la stagione dopo essere stata segnata dal maltempo sta ora entrando nel vivo, e nel complesso, ci aspettiamo un luglio e agosto in linea con gli altri anni, nonostante il turismo mare non sia previsto nella sua annata migliore a livello Italia, e nonostante qualche località sia alle prese per la prima volta con l'impatto dell'imposta di soggiorno. Qualche punto di criticità, allo stato, si avverte più che altro nei villaggi, storicamente punto di forza del turismo teramano, che soffrono il riapparire sul mercato dei paesi del nord Africa e il vero boom dell'Albania.

 

IL PRESIDENTE GRIMI: «LE PROSPETTIVE FUTURE DI CRESCITA DEL SETTDRE SONO NELL'AMBIENTE CON MOBILITÀ DIFFUSA E PERCORSI DI AREE INTERNE» si ma qualità a prezzi molto contenuti». Cosa fare allora? «Su tali aspetti in futuro - continua Grimi - si dovrà riflettere sia per dare maggiore connotazione identitària al nostro turismo, sia per varare migliori servizi territoriali declinati in funzione sostenibilità ambientale che, nei fatti, è il trend previsto in crescita più sostanziale nel lungo periodo, e che ci vede con le migliori carte da giocare.

 

La regione verde d'Europa e la sua anima blu sono infatti gli assist strategici su cui dobbiamo lavorare per arrivare ad avere, nel concreto, quella cura del territorio e dell'ambiente che il turista si aspetta da noi proprio a causa della nostra vocazione». Le prospettive «future di crescita del comparto turistico poi dipenderanno anche, e molto, dalla reale attrattività territoriale che si riuscirà a sviluppare in termini di creazione e reale fruibilità di servizi oggi essenziali quali, piste ciclabili, percorsi segnalati nelle aree interne, mobilità diffusa e sostenibile. Tutto questo andrà affiancato alla bellezza del nostro mare ed alla bravura dei nostri operatori enogastronomici delle aree inteme». 

 

Stralcio da Messaggero Abruzzo