Turismo, Messina: nell`Isola prime disdette. Stagione turistica a rischio

«Allarme devastante come per il terrorismo: si aiuti il settore»

 

«Ho appena finito di parlare con un mio collega siciliano, il proprietario di un albergo che è attivo sei mesi l'anno. Era quasi in lacrime. Sta pensando di fermare tutto, di non aprire e disdire i contratti di lavoro». E probabilmente non sarà l'unico, perché in queste ore, spiega Vittorio Messina, presidente nazionale di Assoturismo e di Confesercenti Sicilia, «tra la paura del coronavirus e gli eventi sospesi o annullati per precauzione sanitaria, stiamo registrando decine e decine di cancellazioni un po' in tuttal'Isola, ancheperi mesi estivi.

 

I dati sono già pesanti, e se il trend continuerà anche nei prossimi giorni, la stagione primaverile ed estiva si potrà definire fallita, anzi, mai partita». È possibile fare una stima delle disdette ricevute dalle strutture ricettive siciliane? «Sarebbe un azzardo, è ancora presto per tirare le somme. Si può fare un calcolo, invece, per l'Agrigentino, dove sono state quasi totalmente azzerate le prenotazioni per il Mandorlo in fiore e le altre manifestazioni annullate, ma ci sono già cancellazioni anche per le settimane successive, con un abbattimento medio dell'80%,

 

È la stessa percentuale registrata al momento nelle regioni del Nord, e potrebbe estendersi anche nell'Isola, per tutto il periodo estivo: una flessione mai vista prima, neanche durante l'allarme terrorismo». Con quali risvolti economici per il settore turistico? «I danni sarebbero serissimi. Già ora, in Sicilia, alcune strutture sono state costrette a restituire ai turisti le caparre, e stiamo parlando di soldi che il più delle volte vengono subito reinvestiti dai proprietari. Ma l'ondata di cancellazioni sta colpendo anche il comparto delle agenzie di viaggio: in tutta la Penisola quasi il 50% ha subito cancellazioni e ha dovuto rimborsarei clienti, e se per il 48% la spesa per pratiche di rimborso è stata inferiore ai mille euro, perun altro 57% la somma ha oscillato tra i 1 .000 e i 5.000, mentre il restante 15% ha raggiunto quota 5.000 euro.

 

Sono dati di Assoviaggi elaborati poco prima che in Italia scattasse l'allarme coronavirus. Tra poco faremo di nuovo il punto, e i numeri saranno sicuramente più alti». Avete pensato aun paracadute per attutire la batosta? «Stiamo valutando l'ipotesi di una moratoria sui mutui e i relativi interessi, ma anche uno slittamento delle varie imposte.

 

Abbiamo già chiesto un incontro urgente con il governo a Roma. La salute e la sicurezza sanitaria vengono prima di tutto, ma se non si interviene adesso con misure in sostegno delle aziende, dopo resteranno solo le macerie».

 

Stralcio da GIORNALE DI SICILIA