Turismo: nel 2018 in arrivo 62 milioni di visitatori stranieri

Vittorio Messina: occasione da non sprecare, politica sostenga le imprese

Le proposte delle imprese Assoturismo: un piano per rendere strutturale la crescita

 

L’’invasione’ di turisti stranieri non si ferma. Nel 2017 sono stati oltre 58,8 milioni i visitatori esteri che hanno trascorso le loro vacanze nel nostro Paese, un numero che – a meno di eventi eccezionali – dovrebbe aumentare anche quest’anno, arrivando a circa 62 milioni (+5%) nel corso del 2018.

 

Ma perché questo tesoretto di turisti stranieri diventi un vero valore aggiunto, è necessario mettere in campo una politica economica nuova che sostenga lo sviluppo e la competitività del turismo italiano. A chiederlo sono le imprese di Assoturismo Confesercenti che, in vista delle prossime elezioni, ha proposto un piano di intervento, basato su quattro pilastri fondamentali, per sostenere il settore e trasformare il rinnovato interesse turistico per l’Italia in una risorsa per tutta la nostra economia.

 

Con 420 milioni di presenze turistiche, di cui quasi la metà dovuta a visitatori stranieri che hanno prodotto una spesa turistica di oltre 38 miliardi, il 2017 è stato sicuramente un anno da incorniciare per il nostro turismo. E il 2018 si preannuncia ancora più dinamico, almeno sul fronte dei visitatori stranieri.

 

Secondo le stime elaborate da CST per Assoturismo, la crescita maggiore è attesa dai Paesi extraeuropei, anche se si prevede un aumento degli arrivi anche dai mercati europei e da quello domestico.

 

Gli incrementi più consistenti dovrebbero essere registrati per i turisti Usa, per i quali si stima una crescita del 5,5%. L’anno del turismo Europa-Cina dovrebbe trainare verso l’alto anche i flussi di visitatori cinesi – con un incremento previsto del 4,5%. Bene anche le attese sulla domanda proveniente da Australia e America Latina, viste entrambe in crescita del 3,5%, mentre i visitatori giapponesi dovrebbe aumentare del 2,5% nel corso del 2018.  Sul fronte europeo, invece, i mercati più interessanti per il nostro Paese sono quello tedesco, che ha segnato un aumento del 3% lo scorso anno e che dovrebbe crescere nel 2018 di un ulteriore 2%, la Francia (+2,5%) e l’Inghilterra (+2,5%).

 

L’alto livello di interesse dei mercati esteri nei confronti del nostro Paese è un’occasione da non mancare, spiega il Presidente di Assoturismo Vittorio Messina. “Il turismo merita una maggiore attenzione: occorre individuare le giuste coordinate per accompagnare la crescita e lo sviluppo del settore, mettendo in campo tutte le azioni che consentono di rendere strutturale una domanda turistica che si presenta in forte crescita”, spiega Messina. 

 

“Uno scenario che impone la predisposizione di tutti gli strumenti necessari per agganciare questo trend positivo in modo da rispondere alle aspettative dei viaggiatori, creando un vantaggio competitivo per il nostro sistema turistico. Per questo abbiamo proposto alle forze politiche un piano di intervento che si articola in quattro pilastri, dalla ricostituzione di un Ministero per il Turismo che permetta di perseguire una politica unitaria sul turismo - sia su fisco che su promozione – al varo di un piano specifico per sostenere le micro e piccole imprese del settore, soprattutto quelle stagionali.

 

Ma è indispensabile anche agire sul fronte dell’Unione europea, ricalibrando il recepimento delle normative sul turismo e riequilibrando i livelli di tassazione sulla media Ue, e varare un progetto concreto di destagionalizzazione che permetta finalmente al nostro Paese di valorizzare la propria offerta turistica per dodici mesi l’anno”.

 

 

4 pilastri per sostenere lo sviluppo turistico dell’Italia 

Assoturismo Confesercenti

 

 

MINISTERO PER IL TURISMO

  •          Politica unitaria sul turismo;
  •          Promozione coordinata del brand Italia;
  •          Regolamentazione della “Tassa di soggiorno”.

 

IMPRESE TURISTICHE

  •          Politica specifica per micro e piccole imprese (MPMI), soprattutto stagionali;
  •          Semplificazione della burocrazia e degli oneri amministrativi;
  •          Abbassamento del Total Tax Rate;
  •          Riduzione del costo del lavoro e semplificazione del CCNL (trattativa di secondo livello);
  •          Fondo per MPMI turistiche con particolare riferimento all’innovazione, riqualificazione, ristrutturazione, formazione, promozione, occupazione;
  •          Accessibilità al credito.

 

UNIONE EUROPEA

  •          Rivisitazione della normativa dell’Unione per le concessioni di servizi e beni;
  •          Recepimenti delle Direttive Europee da parte delle Regioni in maniera uniforme;
  •          Tassazione omogenea Stati membri (web tax);
  •          IVA dedicata (media UE sul turismo più bassa).

 

PROGETTO DESTAGIONALIZZAZIONE

  •          Mobilità turistica con nuove infrastrutture per il trasporto;
  •          Buoni-vacanze;
  •          Nuovi poli turistici.

 

Assoturismo propone al prossimo Governo un concreto Patto di sviluppo del Turismo, attraverso una serie di provvedimenti finalizzati ad un allungamento della stagione turistica, soprattutto nell’Area del Mezzogiorno, sfruttando il clima favorevole del nostro Paese e le opportunità di capacità ricettiva, di accoglienza e di servizi al turista che le nostre imprese del settore (ristoranti, pubblici esercizi, alberghi, b&b, campeggi) sono in grado di assicurare durante tutto l’anno.

 

Per grandi linee, alcune proposte ed ipotesi concrete che potrebbero consentire l’elaborazione di un Progetto complessivo di destagionalizzazione dell’attività produttiva e dei flussi turistici, con la contemporanea valorizzazione di territori meno pubblicizzati, sia a livello nazionale che internazionale, e la fruizione di periodi di villeggiatura per fasce di utenti over 65/70 o meno abbienti, in una logica che punti a svincolare l’offerta turistica della stagionalità per mirare, invece, su una “vacanza lunga un anno”.

 

Un progetto che implicherebbe inevitabilmente anche un aumento dell’occupazione di lavoratori del settore, soprattutto giovani, che potrebbero trovare in strutture turistiche e servizi locali l’opportunità per un lavoro meno precario, evitando di abbandonare il luogo di nascita, o per immigrati che, a seguito di specifici corsi di formazione, potrebbero integrarsi nel tessuto produttivo locale con una maggiore facilitazione nell’inserimento sociale.

 

  •    Calendario scolastico. Occorre, a nostro avviso ed in via preliminare, modificare il programma scolastico con lo spostamento ad ottobre dell’inizio dell’anno scolastico e l’introduzione di periodi di vacanze nel corso dell’anno didattico, sviluppando in contemporanea a questi periodi, un calendario di eventi specifici, con la creazione di circuiti secondari, segmentando la domanda con la promozione di specifici prodotti e di azioni mirate a determinate fasce del turismo domestico, in località a forte impatto ambientale (pescaturismo, cicloturismo, trekking, terme e benessere).

 

  •   Mobilità turistica. Adozione di un Piano straordinario della mobilità turistica, in grado di facilitare la raggiungibilità e la fruibilità del nostro enorme patrimonio turistico, storico ed ambientale, con particolare attenzione ai centri minori, al Sud d’Italia ed alle Isole, promuovendo circuiti turistici di eccellenza, sostenendo tariffe autostradali ridotte, aumentando il numero delle corse di traghetti, incrementando l’alta velocità ferroviaria nel meridione e l’apertura di aeroporti per i voli low cost e di porti turistici, con un progetto complessivo di rafforzamento della dotazione infrastrutturale nel nostro Mezzogiorno e nella riqualificazione dei servizi di trasporto e di accoglienza, per renderlo definitivamente competitivo a livello internazionale.

 

  •    Buoni vacanze. Ripristino della dotazione finanziaria per la ripartenza del sistema dei “Buoni Vacanze”, indispensabile per favorire la villeggiatura delle fasce sociali meno abbienti, degli studenti e degli over 65/70, attraverso la valorizzazione di territori meno conosciuti e la fruizione della vacanza in periodi diversi da luglio e agosto, con un impianto organizzativo meno farraginoso di quello adottato negli anni scorsi, mutuando quello introdotto in Francia con l’inserimento nei CCNL, ed una maggiore promozione a livello mediatico di questo strumento da parte del Governo.

 

  •    Fondo. Destinazione di uno specifico Fondo nazionale per le piccole e medio imprese turistiche impegnate a mantenere e realizzare concretamente il progetto di allungamento del periodo di apertura delle proprie attività turistiche, con investimenti mirati all’innovazione ed alla riqualificazione della propria offerta, alla ristrutturazione delle attrezzature ed all’acquisto degli immobili in cui operano in affitto, con una defiscalizzazione delle spese sostenute per la formazione e la promozione, con uno sgravio parziale dei contributi previdenziali, per i lavoratori occupati nei periodi di prolungamento della stagione turistica tradizionale estiva ed invernale.

 

  •    Nuovi Poli turistici. Realizzazione di nuovi Poli di aggregazione turistica nel Mezzogiorno, quali ad esempio il “Grande Salento”, “l’Area del Mediterraneo”, “l’Arcipelago delle Isole Minori” ed altre ancora, valutando le opportunità territoriali tuttora esistenti e le enormi potenzialità di sfruttamento turistico delle aree del nostro Meridione, garantendo agli investitori, imprese leader dei settori di intervento, tempi certi e burocrazia zero, con un finanziamento erogato da fondi strutturali europei o da obbligazioni, emesse direttamente dallo Stato e legate al progetto di investimento complessivo.

 

IMPOSTA DI SOGGIORNO. Il Turismo fornisce un apporto fondamentale ai saldi della bilancia valutaria italiana, ben superiore a quello di altri settori produttivi del made in Italy - quali l’alimentare e l’arredamento - e più o meno simile a quello dell’abbigliamento. Eppure la percezione del ruolo del turismo nell’export del nostro Paese è debole, al punto che, con l’imposta di soggiorno, si è arrivati a proporre un “dazio alla rovescia” imposto a chi esporta.

La motivazione dell’imposta, prescindendo da quella immediata di fare cassa, starebbe nella necessità che i turisti contribuiscano a pagare i servizi che, altrimenti, sarebbero a solo carico dei residenti. Questa impostazione non tiene conto del valore aggiunto attivato dal turismo, che resta prevalentemente sul territorio dove è stato generato, e dalla consistente quota di tributi locali a carico delle imprese turistiche (tari, cosap, addizionale irpef, imu, ecc.).

Alla luce di tali considerazione, il punto di vista degli operatori del settore non può che essere in favore di una completa revisione, se non dell’eliminazione, di tale imposta. Tuttavia, in considerazione dell’importanza che tale tributo ha ormai assunto per molti Enti locali, un compromesso porrebbe essere raggiunto in questa fase dal superamento di problematiche specifiche connesse all’imposta in analisi quali:

a) il superamento delle enormi e spesso incomprensibili differenze nelle regole che ciascun Comune turistico può dettare - e di fatto detta – nelle caratteristiche dell’imposta elevata, tanto in termini quantitativi quanto di coloro che vi sono effettivamente assoggettati;

b) il superamento dell’impostazione che vede le strutture ricettive, attualmente unici soggetti demandati alla riscossione dell’imposta, come responsabili in toto di tale funzione;

c) la definizione per legge di termini di preavviso minimi – semestrali – tra l’introduzione o la modifica dell’imposta e l’inizio della sua effettiva esigibilità.

d) una previsione forte e chiara che chiarisca che il gettito dell’imposta debba essere destinato totalmente o prevalentemente ad investimenti da parte dei Comuni per la creazione o il miglioramento di servizi dedicati alla fruizione da parte dei turisti.

 

IVA. Inoltre, in materia di IVA, si ritiene che siano maturi i tempi per un’iniziativa decisa dello Stato italiano in sede Comunitaria che porti all’adozione dell’aliquota IVA ridotta per tutte le transazioni del settore. Per rilanciare il turismo e renderlo ancora di più un volano per l’economia italiana, si chiede di prevedere l’estensione di tale aliquota a tutte le attività turistiche, ad iniziare dalle prestazioni degli stabilimenti balneari e delle discoteche, così come di quelle del settore dell’intermediazione turistica.