Vittorio Messina: tassa di soggiorno, giusto abolirla

vale 450 milioni di euro in Italia secondo le stime di Assoturismo

Lo scontro sull'imposta Tassa di soggiorno: giusto abolirla per gli albergatori. Ben 450 milioni di euro: è quello che vale la tassa di soggiorno in Italia secondo le stime di Assoturismo.

 

Ed è per questo che parlare di mantenerla o eliminarla non può che far scaldare gli animi. Il Contratto per il governo messo a punto da Lega e M5S ne prevede l'abolizione e questo da una parte ha fatto esultare tanti operatori turistici, specialmente nel comparto alberghiero. Ma al contempo nei giorni scorsi ha creato grande allarme tra gli enti locali: dal sindaco di Firenze Dario Nardella («è un clamoroso autogol») a quello di Bologna Virginio Merola («perdiamo 6,1 milioni utilizzati per promuovere la città»), dal primo cittadino di Parma Federico Pizzarotti («gravita inaudita») agli assessore di Milano Filippo Del Corno e di Roma Luca Bergamo.

 

A rispondere ieri è stato il mondo del turismo, che invece da sempre si dice contrario a questa tassa.  Claudio Albonetti, presidente di Assohotel Confesercenti. non esita a definire la tassa di soggiorno una «gabella medievale»: «Eliminarla è la cosa più sensata che un governo dell'area Schengen ¡n regime di libero mercato possa fare. Oltretutto colpisce solamente i visitatori che pernottano negli hotel, e non quelli del mordi e fuggì che hanno senz'altro un'incidenza maggiore sulla sostenibilità del turismo».

 

«La tassa di soggiorno», spiega Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, «è una misura che ha sempre sollevato polemiche. Certamente riduce la competitivita delle imprese, non piace ai turisti e non è omogenea sul territorio nazionale. E, soprattutto accanto a realtà virtuose che ne hanno usato i proventi per il turismo, come era previsto, ci sono stati troppi comuni che l'hanno adoperata solo per far cassa».

 

stralcio da Bresciaoggi