XX Edizione Borsa Mediterranea del Turismo archeologico a Paestum 26/29 ottobre

il Presidente Vittorio Messina interviene al convegno 'I Comuni e i siti archelogici: infrastrutture, gestione e promozione'

L'intervento del presidente Vittorio Messina

 

La partecipazione di Assoturismo Confesercenti alla ventesima edizione della B.M.T.A. nasce dalla consapevolezza che queste giornate di confronto rappresentano un'occasione importante per svolgere una riflessione approfondita e qualificata attorno ad un fondamentale segmento dell'economia dei territori dove insistono i siti archeologici.

 

Un tema che Assoturismo ha molto caro, in quanto rappresenta tutta la filiera del settore con il proposito è contribuire alla crescita delle imprese e dell’economia, attraverso la collaborazione con le istituzioni, con le organizzazioni sociali, economiche, culturali ed umanitarie.

Un aspetto rilevante per la valorizzazione dei siti archeologici riguarda senz'altro la gestione delle risorse archeologiche nel contesto dello sviluppo territoriale cercando di integrare, quindi, gli stessi siti nelle politiche di sviluppo locale. In questo modo è possibile confrontare logiche diverse che dalla conservazione del patrimonio si orientano verso la gestione del territorio nella prospettiva dello sviluppo sostenibile.

 

La valorizzazione del territorio sul quale insiste il sito, va vista dunque su scala più ampia e la gestione ottimale del sito va vista a favore della conservazione della risorsa culturale.

I due piani  sono strettamente legati, tenuto conto che, a volte, le politiche di tutela e valorizzazione dei siti non considerano l’ambiente esterno ad essi.

Nelle politiche di valorizzazione è necessario, comunque, introdurre la nozione di programmazione integrata dei siti archeologici al fine principale di favorire lo sviluppo economico locale. I piani territoriali possono riguardare anche distretti o intere regioni per l’integrazione delle risorse archeologiche all’interno di strategie di sviluppo territoriale.

Attraverso l’introduzione di principi di gestione manageriale dei progetti culturali sarà possibile accrescere e razionalizzare l’offerta culturale, anche se non tutte le impostazioni aziendalistiche possono essere trasferite in campo culturale.

 

Per difendere e valorizzare il patrimonio che abbiamo ricevuto in eredità, è necessario però concentrare l’attenzione su tutte le problematiche legate alla sua conservazione, problematiche che sono strettamente correlate alla tipologia stessa dei beni da tutelare.

In questo senso va valutato l’apporto che viene dalla cultura e dalla creatività alla spesa turistica nazionale che esercitano un effetto di trascinamento pari ad un terzo

dell’ammontare totale, come si evince dal recente rapporto di Symbola e Unioncamere.

L’Italia, fatta eccezione per alcune aree archeologiche di chiara fama e adeguatamente valorizzate, come quella in cui ci troviamo, presenta una straordinaria varietà di siti di assoluto rilievo dal punto di vista culturale e scientifico, ma carenti sotto il profilo della fruizione.

Con oltre 1.500 siti archeologici sparsi per tutto il territorio nazionale, il nostro Paese vanta un primato che nessuno ci può contendere con 53 siti Unesco distribuiti in 17 regioni.

 

I siti archeologici, se opportunamente organizzati, sono in grado di promuovere e valorizzare il loro contesto, anche in aree in ritardo di sviluppo, migliorandone la capacità di attrarre visitatori e creando così un volano economico di cui anche la popolazione residente può beneficiare.

L’obiettivo, per andare al tema di questo incontro, dunque è anche quello di valorizzare le destinazioni e i siti di carattere archeologico, contribuire alla loro destagionalizzazione, incrementando le ricadute culturali e le opportunità occupazionali ed economiche.

 

Lo strumento utilizzato per il perseguimento di tali obiettivi deve essere il dialogo e l’interazione tra i diversi soggetti operanti nel mondo dell’archeologia, che sono da un lato Istituzioni, Unesco, Enti nazionale per il turismo, Camere di Commercio, Parchi Archeologici, e dall’altro Operatori culturali e turistici, associazioni, università e cittadini in genere.

L’incontro tra domanda e offerta rappresenta comunque uno dei punti di forza per la programmazione delle strategie di intervento sopracitate. In una fase storica di grandi cambiamenti nella scuola, non va infine trascurato il fondamentale ruolo educativo che i siti archeologici possono svolgere per avvicinare anche il pubblico dei più giovani ai tesori culturali che l’Italia possiede.

 

Penso anche ai percorsi di alternanza scuola lavoro che in questo senso possono contribuire a stimolare l'interesse dei giovani verso un settore che può offrire gradi opportunità anche in campo lavorativo e professionale.

Spesso si pensa che il binomio cultura commercio non sia conciliabile, ma il turismo archeologico ci dimostra invece l’esatto contrario: il concetto di museo ha cambiato la sua forma poiché da luogo di culto ed erudizione è divenuto uno spazio destinato alla vendita di un’esperienza nuova.

 

L’esperienza della visita al museo o a un sito archeologico oltre ad essere un’attività che ha lo scopo di fare apprendere e scoprire, è entrata a far parte delle abitudini del viaggiatore contemporaneo. Il museo o il sito archeologico, dunque, può essere “sfruttato” come una potente leva per realizzare strategie di marketing territoriale anche con scopo lucrativo.

Questa leva sta dando una forte spinta alla creazione di quella che gli operatori turistici chiamano l'industria dell’intrattenimento, quest’ultima volta a massimizzare il proprio prodotto tramite la “vendita” dell’offerta culturale di cui il territorio dispone.

 

L’obiettivo che ci proponiamo di raggiungere non è dunque solo quello di diffondere il concetto del rispetto del patrimonio culturale inteso propriamente come “eredità”, ma mostrare anche la forte relazione che si è instaurata tra l’uso di strumenti tecnologici e gli enti culturali, sottolineando l’efficacia con la quale essa viene impiegata permettendo una comunicazione immediata dei contenuti.

 

Sempre di più, infatti, si può costatare che il frequente accostamento del marketing al settore culturale, soprattutto con l’utilizzo delle nuove tecnologie, ha avvicinato un maggior numero di persone, e nel miglior modo possibile, al consumo di cultura. 

In conclusione, la strada che stiamo percorrendo è quella della sintonia d’intenti tra le esigenze della conservazione e quelle della comunicazione, in un’ottica di recupero e valorizzazione finalizzata oltre che ad attirare il maggior numero possibile di visitatori, anche ad avvicinare i cittadini alla conoscenza della storia antica dei contesti urbani a loro familiari.

 

Queste giornate di Paestum si confermano pertanto come un luogo privilegiato di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale, dalle quali viene un contributo importante all’ analisi del cosiddetto “Turismo Archeologico”, fenomeno attorno al quale gravitano diverse motivazioni di viaggio, fino a poco tempo fa considerato un segmento di nicchia ed oggi in crescente diffusione. 

 

Dall’ osservazione della costante espansione dell’ intero comparto turistico - culturale, nasce l’ esigenza di cercare di comprendere se la realtà archeologica di un territorio/Paese possa costituire se non esclusiva, per lo meno prevalente motivazione al viaggio e, quindi, se il fenomeno del turismo archeologico possa essere considerato un segmento trainante del settore al quale appartiene.

Non c'è dubbio che da parte nostra la risposta non può che essere positiva a ben ragione! 

 

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La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si conferma un evento originale nel suo genere: sede dell’unico Salone espositivo al mondo del patrimonio archeologico e di ArcheoVirtual, l’innovativa mostra internazionale di tecnologie multimediali, interattive e virtuali; luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale ed al patrimonio; occasione di incontro per gli addetti ai lavori, per gli operatori turistici e culturali, per i viaggiatori, per gli appassionati; opportunità di business nella suggestiva location del Museo Archeologico con il Workshop tra la domanda estera selezionata dall’Enit e l’offerta del turismo culturale ed archeologico.

 

Un format di successo testimoniato dalle prestigiose collaborazioni di organismi internazionali quali UNESCOUNWTO e ICCROM oltre che da circa 10.000 visitatori, 120 espositori con 25 Paesi esteri, 70 tra conferenze e incontri, 300 relatori, 100 operatori dell’offerta, 100 giornalisti.

 

Il Parco Archeologico (Salone Espositivo, ArcheoExperience, ArcheoIncontri), il Museo Archeologico Nazionale(ArcheoVirtual, Conferenze, Workshop con i buyers esteri), la Basilica Paleocristiana (Conferenze, Premi ArcheoLavoro, Incontri con i Protagonisti) sono le suggestive location della Borsa.

 

Nel sottolineare sempre più l’importanza che il patrimonio culturale riveste come fattore di dialogo interculturale, d’integrazione sociale e di sviluppo economico, ogni anno la Borsa promuove la cooperazione tra i popoli attraverso la partecipazione e lo scambio di esperienze: Egitto, Marocco, Tunisia, Siria, Francia, Algeria, Grecia, Libia, Perù, Portogallo, Cambogia, Turchia, Armenia, Venezuela, Azerbaigian, India sono stati negli anni i Paesi Ospiti. La stretta collaborazione con le Regioni determina anche la scelta di una Regione Ospite Ufficiale.

 

Numerose le sezioni specialiArcheoExperience, Laboratori e Rievocazioni nella più grande rassegna di Archeologia Sperimentale in Italia; ArcheoIncontri per conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale; ArcheoLavoro orientamento post diploma e post laurea con presentazione dell’offerta formativa a cura delle Università presenti nel Salone; ArcheoStartUp in cui si presentano nuove imprese culturali e progetti innovativi nelle attività archeologiche; Incontri con i Protagonisti nei quali il grande pubblico interviene con i noti divulgatori della TV; Premio “A. Fiammenghi” per la migliore tesi di laurea sul turismo archeologico; Premio “Paestum Archeologia” assegnato a coloro che contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio culturale; visite guidate ed educational per giornalisti e visitatori.

 

Dal 2015 si è aggiunto l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il Premio intitolato al Direttore del sito archeologico di Palmira, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale: la Borsa e Archeo in collaborazione con le riviste media partner internazionali Antike Welt (Germania), Archéologie Suisse(Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia) selezionano e premiano le principali scoperte archeologiche dell’anno.

 

Nel Salone Espositivo partecipano Istituzioni, Enti, Paesi Esteri, Regioni, Organizzazioni di Categoria, Associazioni Professionali e Culturali, Aziende e Consorzi Turistici, Società di Servizi, Case Editrici. 

 

 

 

Programma

 

Giovedì 26 ottobre

Basilica Paleocristiana ore 12.00 – 18.30

 

I COMUNI E I SITI ARCHEOLOGICI: INFRASTRUTTURE, GESTIONE E PROMOZIONE
a cura di ANCI Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e MiBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

aprono i lavori ore 12.00 – 12.30
Donato Gentile Presidente Commissione Cultura ANCI e Consigliere Comunale di Biella
Andrea Gnassi Delegato al Turismo ANCI e Sindaco di Rimini
Francesco Palumbo Direttore Generale Turismo del MiBACT

partecipano ore 12.30 – 14.00
Sindaci dei Comuni con siti archeologici

intervengono ore 15.00 – 17.00
Ignazio Abrignani 
Presidente Osservatorio Parlamentare per il Turismo e Vice Presidente Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati
Gianni Bastianelli 
Direttore Esecutivo dell’ENIT
Gianfranco Battisti 
Presidente Federturismo Confindustria
Vittorio Messina
 Presidente Assoturismo Confesercenti
Giuseppe Roscioli Vice Presidente Vicario Federalberghi

concludono ore 17.00 – 18.30
Giovanni Lolli
 Coordinatore Commissione Turismo e Industria Alberghiera Conferenza delle Regioni e Province Autonome e Vice Presidente Regione Abruzzo in attesa di conferma
Gianni Torrenti Coordinatore Commissione Beni e Attività Culturali della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e Assessore alla Cultura, Sport e Solidarietà Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Dorina Bianchi Sottosegretario di Stato ai Beni e alle Attività Culturali e al Turismo